Tango e Piazzolla · 7 min di lettura
Il tango fuori dall'Argentina
Il tango lasciò Buenos Aires prima del 1913 e non tornò più. La moda parigina, il tango finlandese, l'ossessione giapponese e dove sta oggi in Asia.
Parigi lo rese rispettabile
La prima esportazione è quella che conta di più. Musicisti e ballerini argentini si esibivano a Parigi già intorno al 1907, e fra il 1912 e il 1913 il tango era una vera mania mondana: tè danzanti al pomeriggio, abiti tagliati per permettere i passi, insegnanti che facevano piccole fortune. Da lì si diffuse a Londra, Berlino e New York nel giro di pochi mesi, e attirò il consueto corredo di condanne ecclesiastiche che garantisce a una moda altri due anni di vita.
L'Europa cambiò la musica mentre la adottava. La versione continentale — poi codificata come tango inglese o da sala — divenne più tagliente, più staccata, con gli scatti della testa e la posizione rigida che i ballerini argentini considerano una lingua straniera. Viaggiò anche con gli spartiti invece che con i musicisti, il che significa che arrivò senza il feel e dovette farsene inventare uno sul posto. Quello schema si ripete ovunque il tango sia andato.
La Finlandia se n'è costruito uno suo
Il trapianto più strano e più riuscito è il tango finlandese. Il tango arrivò in Finlandia negli anni Dieci, fu localizzato nel corso degli anni Trenta e divenne davvero enorme dopo la Seconda guerra mondiale. La figura chiave è Unto Mononen, il cui Satumaa di metà anni Cinquanta è di fatto una canzone nazionale, resa celebre dall'incisione di Reijo Taipale.
Il tango finlandese è in tonalità minore quasi senza eccezioni, più lento della versione argentina, con il battito piantato per terra e nessuna delle trazioni sincopate. I testi parlano di nostalgia per un luogo lontano, di paesaggio rurale e di amori destinati a non funzionare: temi che corrispondono quasi esattamente al senso di perdita del tango argentino, e a cui si è arrivati per strade indipendenti. Dal 1985 la città di Seinajoki organizza ogni anno il festival Tangomarkkinat, che incorona un re e una regina del tango e richiama decine di migliaia di persone. Se chiedi a un finlandese di tango, non nominerà l'Argentina.
In Svezia e in Germania la musica prese un'altra strada, alimentando la tradizione delle orchestre da ballo e dello schlager e, nel caso di Berlino, i tanghi più spigolosi del cabaret degli anni di Weimar.
Il Giappone ci lavora da cent'anni
Il Giappone adottò il tango negli anni Venti, via Parigi e non via Buenos Aires: il racconto consueto attribuisce il merito al barone Tsunayoshi Megata, che imparò il ballo in Francia e lo insegnò a Tokyo dal 1926 circa. Negli anni Trenta il Giappone aveva già le proprie orchestre di tango, e la Orquesta Tipica Tokio, fondata da Shimpei Hayakawa nel 1939, suonava il repertorio argentino sul serio.
Il rapporto si approfondì dopo la guerra al punto che il Giappone divenne uno dei mercati più importanti al mondo per i musicisti di tango argentini. Le orchestre in tournée riempivano le sale là quando non riuscivano a riempirle in patria, e i collezionisti giapponesi hanno tenuto in vita il catalogo discografico; una quota notevole delle ristampe di tango ben documentate è uscita dal Giappone. Ranko Fujisawa cantò il repertorio in spagnolo e divenne una stella in Argentina lei stessa. Piazzolla fece più volte tournée in Giappone, e la sua musica fu accolta là senza la battaglia ideologica che provocava in patria.
Lo stile esecutivo che ne è nato è preciso e un po' formale, cosa che i musicisti argentini a volte fanno notare e che è del tutto coerente con il modo in cui ogni altro paese ha adattato questa musica.
Turchia, Russia e il resto
La Turchia sviluppò un repertorio di tango negli anni Trenta con testi in turco, strettamente legato alla politica culturale occidentalizzante della giovane repubblica, e a Necip Celal Andel si attribuisce di solito il primo tango turco. L'Unione Sovietica abbracciò il tango negli anni Trenta attraverso Leonid Utësov e Pëtr Leščenko, cosa che vale la pena segnalare perché gran parte della tradizione fisarmonicistica e bayanistica in cui lavoriamo ha assorbito il tango per quella via russa e sovietica invece che direttamente dall'Argentina: i brani sono arrivati con un altro accento e con altre abitudini di mano sinistra.
C'è anche una rinascita nell'Argentina stessa. Dagli anni Novanta una generazione giovane, sia di ballerini sia di musicisti, è tornata alle vecchie orchestre invece che a Piazzolla, e gruppi come la Orquesta Tipica Fernandez Fierro hanno costruito una scena intorno al suonare il repertorio classico forte e senza nostalgia.
L'Asia oggi
Il tango è radicato in Asia in modo disuguale ma reale. La scena delle milonghe in Cina è cresciuta in fretta dagli anni Duemila, la Corea e Taiwan hanno entrambe festival di lunga data, e Kuala Lumpur, Bangkok e Hong Kong sostengono tutte milonghe regolari, insegnanti di passaggio e qualche orchestra dal vivo.
Il tango dal vivo è più difficile da trovare del tango ballato, che è il solito squilibrio: una milonga registrata ha bisogno di un DJ, una dal vivo ha bisogno di cinque musicisti che abbiano imparato un dialetto ritmico straniero. Quel vuoto è buona parte del motivo per cui abbiamo messo insieme il Trio de Tango a Singapore. Qui il pubblico ci arriva quasi sempre fresco, senza essere cresciuto con una versione particolare del tango, e una sala che sente Gardel o Piazzolla dal vivo per la prima volta reagisce in un modo che un pubblico di Buenos Aires ormai non può più avere.
Domande frequenti
Perché il tango è così popolare in Finlandia?
Il tango finlandese arrivò negli anni Dieci e fu localizzato fino a diventare un genere a sé: tonalità minore, più lento, senza sincopi, con testi sulla nostalgia e sui luoghi lontani. Divenne popolarissimo dopo la Seconda guerra mondiale grazie a compositori come Unto Mononen, e il festival annuale Tangomarkkinat di Seinajoki richiama grandi folle dal 1985.
Come è arrivato il tango in Giappone?
Attraverso Parigi, non attraverso Buenos Aires. I viaggiatori giapponesi incontrarono la mania europea del tango negli anni Venti, e al barone Tsunayoshi Megata si attribuisce l'insegnamento del ballo a Tokyo dal 1926 circa. Negli anni Trenta seguirono le orchestre di tango giapponesi, e il Giappone divenne poi uno dei mercati più grandi per i musicisti argentini in tournée.
Il tango argentino è diverso dal tango da sala?
Sì, parecchio. Il tango da sala o inglese discende dalla mania europea degli anni Dieci ed è staccato e codificato, con una posizione fissa e scatti netti della testa. Il tango argentino è improvvisato, camminato, più stretto nell'abbraccio, e si balla su un repertorio molto più ampio e ritmicamente più flessibile.
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